venerdì 16 maggio 2014

Una Separazione

Giusto ieri ho visto Il Passato dello stesso regista di questo film, e oggi mi accingo a recensire Una separazione.
La separazione del titolo non è certo quella tra marito e moglie, anzi, più precisamente non è solo quella, il regista vuole sottolineare la separazione che esiste tra uomini e donne, nella società iraniana.
Società teocratica, dove vige la legge della religione, di cui tutti devono sottomettersi e sottostare a delle regole assurde, come quella di chiedere se si può cambiare un uomo che si è appena orinato addosso...tanto per fare un esempio.


Il fulcro della storia sta nella differenza di considerazione tra uomo e donna, Il protagonista Nader è da poco separato dalla moglie, ma vuole occuparsi del padre malato di alzheimer, ad accettare di aiutare il malato c'è una donna incinta, Razieh che si presta ad accudirlo quando lui è a lavorare.
Le cose si complicano quando deve assentarsi e lega l'anziano a letto...soprattutto quando tra i due scoppia un litigio e la donna cade dalle scale perdendo il bambino...ne uscirà una causa legale, il tutto visto sotto gli occhi della figlioletta dell'uomo.
Un grande film, e forse esagero nel dirlo, anche se è fatto molto bene, il regista sottolinea una sensibilità di fondo - pur essendo uomo, e per questo dovrebbe essere premiato - nei confronti delle donne, ma soprattuto sottolinea che le azioni, se si commettono avvolte le si fanno non pensandoci minimamente, perchè seppur colpevole Nader è inconsapevole dello stato di gravidanza della Razieh e del fatto che il marito non sa nulla del suo lavoro.
Quando trova il padre che non respira, e scopre che mancano i soldi, arriva la colluttazione con un litigio, che fa precipitare la donna dalle scale, quello che ne segue è una causa dura.
Si scopre che il marito di Razieh è un disoccupato ed è anche violento, che quando ha saputo il tutto si è sentito tradito, e che la sua famiglia sia profondamente religiosa, questo complica ulteriormente le cose, fino a quando la moglie di Nader non torna a casa e offre un patteggiamento per chiudere la cosa...solo se Razieh giura sul corano che quello che ha detto è la verità, scatenando le ire del marito della donna che sfonda il parabrezza di Nader.
Nader e sua moglie si separeranno e la figlia non dirà subito con chi vuole vivere.
Un film che è il fulcro della diversità, che quando la si incontra è capace di far esplodere le peggiori azioni agli esseri umani, ma di quale diversità parlo?
Diversità di ceto, di sesso e non ultima di religione, che il regista spinge fino all'estremo sottolineando l'ambiguità della natura umana, segreti e bugie raccontati onde avere la meglio su qualcuno, la famiglia povera che si rivolta contro la famiglia borghese, approfittando di questo per spillare soldi, avete capito che voglio dire no?
Alla fine il regista che è stato attento sia all'empatia dello spettatore, che al punto di vista dei suoi protagonisti, racconta come il caso e la sfortuna possono avere conseguenze devastanti sulla vita di ognuno di noi, nonostante le differenze, soprattutto se una di queste famiglie oltre ad essere povera è anche ignorante.
Voto: 8






4 commenti:

  1. Non esageri, no, quando scrivi che è un grande film! Non ti molla un attimo ed è girato veramente bene (camera a mano, sempre addosso ai personaggi), con uno stile che mi aveva ricordato parecchio la nuova cinematografia rumena, quella del miglior Mungiu per intenderci (4 mesi 3 settimane e 2 giorni - Oltre le Colline)... Mi hai messo voglia di rivederlo :)

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    1. sono felice, si 4 mesi tre settimane e due giorni l'ho visto , e mi è piaciuto pure, si ovviamente la mia era una battuta, infatti gli ho messo otto hehehe ;)

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  2. ottimo film e attendo la tua recensione de il passato, che personalmente mi è piaciuto ancora di più di questo.

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    1. si anche a me è piaciuto di + il passato :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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