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Storia di una ladra di libri - (The Book Thief)

Dopo la pausa di un giorno, torno e continuo a recensire film.
Il film che ho scelto oggi è la formazione di crescita di una bambina, che salvando un libro da un falò impara a leggere grazie alla famiglia adottiva, che la prende in custodia dopo che la madre deve lasciare la Germania per le sue idee politiche.
Sapevo che questo film l'avrei visto, ma che mi avrebbe sorpreso non lo immaginavo per niente.
Costruito come un racconto di formazione, ha una regia classica, che si concentra sull'immedesimazione dei personaggi e la loro vita, i loro sentimenti, piuttosto che su altre cose.
Un film d'attori si, ma capace di cogliere al volo l'empatia che si crea tra i personaggi e il pubblico.
Non sono molti i film del genere capaci di far questo.

La cosa più bella, che è anche la più incredibile, è l'uso della parola per sottolineare delle idee e a quei tempi se esprimevi le tue idee potevi benissimo trovarti in guai, dato che è ambientato durante la seconda guerra mondiale.
Una delle figure importanti del film è un giovane ebreo, che i genitori adottivi proteggono in casa, egli sarà, una figura importante nella vita della bambina e le insegnerà l'uso delle parole per esprimere delle idee, non solo per imparare a  leggere o a scrivere.
L'altra figura importante, che poi entrerà nel corpo dei giovani di hitler, un bambino con cui Liesle comincierà una bellissima amicizia, ma se questi rappresente l'inizio della sua nuova vita, il giovane ebreo, Max la farà maturare, aprendole la mente verso una realtà drammatica e distruttiva: un po' come aprire gli occhi diciamo.
Le insegnerà i valori dell'altruismo e della compassione, che la accompagneranno per tutta la vita.
Il film è la storia di una crescita interiore, che non si bada ai primi baci ma approfondisce aspetti della vita fondamentali e universali, come la libertà di esprimere delle idee, e il proprio pensiero.
Film tratto da un romanzo, quindi di originale c'è ben poco, ma capace di andare dritto al cuore dello spettatore, pur non toccando vette incredibili sa andare al punto del nocciolo, come dico sempre io.
Non aspettatevi certo un capolavoro, ma un piccolo film capace di trasmettere sentimenti, questo si.
Geoffrey Rush e Emily Watson, in particolare, meritano la visione del film.
Senza infamia e senza lode, con qualche punto in più.
Voto: 6 e 1/2





Commenti

  1. Poteva dare un pochino di più ma tutto sommato mi è piaciuto.
    La protagonista riesce a farsi voler bene davvero!

    ..e della voce narrante cosa hai pensato? A me non è piaciuta proprio! *_*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si decisamente, concordo, la voce narrante? Me l'ha fatta sentire + vicina :)

      Elimina
  2. anche per me non eccezionale, però comunque carino e meritevole di una visione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. + di una visione, almeno 3 hahaha :D si davvero piacevole questo film ^_^

      Elimina

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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