lunedì 30 novembre 2015

Brother

Torna Takeshi Kitano, con un film in parte girato negli States...e che film!!!
Innanzitutto abbiamo un uomo, Yamamoto, che durante una guerra con la yakuza giapponese ne rimane sconfitto durante uno scontro con una famiglia rivale; ormai anche il fratello devoto l'abbandonato, perciò non gli resta che andare alla ricerca del fratello più piccolo, che ha lasciato il Giappone per studiare a Los Angeles.
Ma Ken con una piccola gang locale fa lo spacciatore, lui cerca di salvarlo da quella situazione ma finisce per creare una sua gang capace di controllare tutto il territorio finendo per combattere contro la mafia.


C'è poco da fare con il cinema di Takeshi Kitano, chi segue questi lidi sa quanto adori il cinema orientale, e soprattutto sa che appezzo anche Kitano, a cui dovrò dare maggiore spazio alla fabbrica, me ne rendo conto.
Comunque sia è un filmone.
Un film che spacca in due, non c'è nient'altro da aggiungere.
So benissimo che devo scrivere la recensione, e con opere di questo tipo viene difficile trovare le parole adatte, davanti al mitico Kitano dobbiamo soltanto inchinarci perchè ci regala sempre opere di sorprendente realismo e soprattutto violenza, ma mai fine a se stessa precisiamo.
La sua è una violenza capace di fare riflettere chi guarda un suo film, i suoi protagonisti non sono mai cattivi e basta, s
pesso, come in questo film, sono costruiti in modo da rendere immediata la capacità di comprensione delle loro azioni.
Non ci sono clichè nei film di Kitano, e soprattutto non ci sono etichette.
Per questo sono così sinceri, immediati ed empatici.
I suoi antieroi non sono solo cattivi e basta, spesso ci sono parecchie sfaccettature che li caratterizzano avvicinandoli al pubblico creando una speciale alchimia capace di destabilizzare il concetto stesso di etichetta, rendendolo vicino al pubblico.
Cioè in parole semplici Yamato non sarà certo uno stinco di santo, ma è umano, capace di riflettere, e cerca in tutti i modi di fare le cose come si devono fare, anche se poi può sbagliare, anche se poi rischia di perdere l'unica persona che considera ormai la sua famiglia.
E' solo a combattere, e non ha certo le armi per vincere, nè per perdere...dovrà usare la testa per non perdere anche la stima in se stesso e soprattutto la fiducia, il che non è roba da poco.
Immenso, come tutti i film di questo grande regista.
Voto: 8 e 1/2





1 commento:

  1. Kitano è un genio e questo film per me resta assurdo, ci ho trovato una trovata dietro l'altra e credo di non averne mai visti di così folli.

    RispondiElimina

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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