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Le Paludi della morte

E questa sera abbiamo pure un opera seconda, questa volta prodotta  da Michael Mann, si nota la scritta sulla locandina del film che il principale sponsor è proprio il famoso papà, ma Amy Canaan Mann dirige un opera curiosa e interessante, che pur non essendo un capolavoro riesce a stare sulla poltrona lo spettatore, per la sua opera numero due  ha scelto un film di genere Thriller ispirato a fatti realmente accaduti che ha ispirato a sua volta un romanzo omonimo, dunque la storia si concentra sulla sparizione di bambine che vengono poi ritrovate morte vicino al fiume, chi sarà mai il colpevole di questi atroci delitti? Il film si concentra su due poliziotti, uno razionale, l'altro più emotivo, interpretati rispettivamente da Sam Worthington e Jeffrey Morgan, sono loro che seguono le indagini per smascherare il colpevole di questi crimini, poi c'è una famiglia di sbandati, la cui madre è una prostituta in balia dei suoi protettori, che fa allontanare la figlia (La interpreta Sheryl Lee, l'indimenticata interprete di Twin Peaks) che si mette a vagare per la città finchè non la prende con se un poliziotto che si occupa di lei cercando di risalire alla famiglia della piccola, che sia la volta buona per smascherare colui che ha commesso queste atrocità?
Seppur con il patrocinio del famoso papà, Amy Canaan Mann riesce a narrare una storia cercando di personalizzare secondo il suo sguardo il suo punto di vista, non commettendo l'errore di copiare il famoso genitore, ma anzi, creando una sua specifica forma di racconto, che si allontana da quella del genitore, mettendo se stessa dimostrando di essere capace di narrare senza particolari influenze, seppur la pellicola mostri ancora una certa dose di impulsività sorprende il fatto che trasudi freschezza ad ogni scena, come se lei presenta i personaggi con i loro pregi e difetti, e lo spettatore debba in un certo senso cercare di comprendere il loro punto di vista.
In altre parole da una impronta personale alla storia dimostrando di sapere come dirigere una pellicola, senza che gli altri debbano per forza paragonarla al famoso papà, nonostante sia il produttore della pellicola fa il suo ruolo e rimane nel ruolo di produttore, mentre lei rimane in cabina di regia.
APPETITOSO.




Commenti

  1. sono d'accordo, la ragazza ha stoffa e la dimostrerà soprattutto quando si affrancherà dall'ombra paterna...

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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