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Molto forte incredibilmente vicino

Ok ragazzi, la commozione fa bene al cinema, piangere è terapeutico, avvolte però si sfiora il ridicolo, Stephen Daldry già autore di film interessanti come Billy Elliott e The Hours. è riuscito a creare una poetica personalissima che ha seguito anche The Reader che ha dato l'oscar persino a Kate Winslet, ci tenta anche con questo film, e devo dire che per un po' di tempo mi ha incatenata allo schermo, ma a lungo andare si sente la pesantezza di un polpettone, che trito e ritrito non aggiunge molto alla sua cinematografia.
Questo film è un buco nell'acqua, primo perchè c'è troppa carne al fuoco, poi la drammaticità della tragedia post 11 settembre, con cui molti di noi ormai hanno convissuto e sentono ancora il dolore, a peggiorare il tutto c'è anche il romanzo da cui è tratto, che cercherò di leggere e che sicuramente sarà migliore del film, e una recitazione fin troppo sopra le righe di Tom Hanks, talmente fuori parte da non sentire affatto il personaggio che sta interpretando e per ultimo c'è troppa saccarina, la roba melensa fa male, ci  vuole misura per tutto e la commozione semmai vuoi far commuovere lo spettatore non deve essere come un fiume che straripa gli argini, ma misurata, deve contenere anche una certa identificazione con i personaggi, si deve cercare armonia con il tutto, questo film non cerca armonia, anzi, semmai la distrugge, apparte il fatto che fare interpretare i genitori da Tom Hanks magari lui potevo anche capirlo e Sandra Bullock è un errore di casting madornale, perchè anche lei offre una recitazione anonima, sembra che non ci sia nel film, l'unico migliore del cast? Assolutamente Max Von Sydow, attore navigato che in pratica regge da solo un intero film, il suo personaggio silenzioso, mostra più identificazione degli altri personaggi e commuove maggiormente rispetto agli altri, il film si salva per la sua interpretazione, ed è proprio la seconda parte del film che riesce maggiormente dove la prima parte fallisce, perchè riesce ad esprimere molti sentimenti rispetto alla prima, grazie a quel grande attore che si è ritrovato suo malgrado in questo film pacchiano e melenso, che cerca di emulare il cinema di Spielberg, ma fallisce miseramente, Daldry dovrebbe smettere di emulare altri autori, che specialmente in questi film sarebbero sicuramente stati migliori di lui, e scegliere film più adatti a lui, che gli somigliano o che sentono più vicini, è capace di fare bei film e le pellicole precedenti lo dimostrano, starò in attesa di un altro suo film.
Comunque sia la trama è molto semplice e di certo il film ne appesantisce di molto i sentimenti, un bambino dopo la morte del padre, cerca una specie di tesoro attraverso delle carte che il padre ha conservato, ritroverà il nonno e riunirà la sua famiglia scoprendo che si trattava di qualcosa che il padre ha sistematicamente organizzato per lui.
Bene, il film è tutto qui, resta comunque un opera minore, se lo volete vedere fate pure, ma vedetevelo solo per Max Von Sydow, tutto il resto è noia.


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