mercoledì 15 luglio 2015

Forza Maggiore

Una famiglia in vacanza sulla neve, un evento inaspettato come una valanga e un padre che abbandona tutti per salvarsi il culo, scatenando la modifica delle dinamiche familiari.
Questo è in pratica il racconto di un film che nasce come un esame di coscienza.
Basta un evento catastrofico che fa capire a una madre e a due bambini quanto sia vigliacco il patriarca che invece di salvare la sua famiglia pensa bene di allontanarsi da solo.

Per tutto il film sarà un continuo fare i conti con tutto quello che è successo, scatenando dei sensi di colpa che gli fanno vivere il momento in cui la sua famiglia si è trovata in difficoltà, lui ha preferito salvarsi le chiappe piuttosto che mettere in salvo tutti quanti.
La dinamica dei rapporti cambia radicalmente, sottolineando anche nei piccoli gesti che all'inizio troviamo normali, quasi banali, ma che piano piano diventano dei continuum fastidiosi, dato che la presenza del patriarca è ormai una figura di cui non ci si può fidare.
I primi a cambiare sono i figli che lo allontanano a male parole, poi arriva la moglie che lo incolpa, lei, che nonostante la valanga è rimasta accanto ai suoi figli rischiando la vita, a differenza del marito.
Normale che accada anche una crisi coniugale, ma il regista ci fa notare che il padre dovrà convivere per sempre con quello che ha fatto; anche se lo spettatore si aspetta una specie di catarsi, un qualcosa che non arriva mai. Come la rottura del rapporto tra marito e moglie che ormai non si possono sopportare, o anche il suicidio del marito e via dicendo.
Tutto questo non accade ed è giusto che sia così, è la scelta più logica e realistica dopo tutto, perchè il padre deve fare i conti con questa sua scelta egoistica finchè campa, e lo spettatore si chiede che sarebbe successo se la moglie e i figli fossero morti?
Forza Maggiore premiato giustamente a Cannes è un film che mette lo spettatore di fronte a un errore egoistico, per fargli capire dove finisce l'umanità e comincia l'egoismo e la vigliaccheria, di un padre che per forza maggiore sceglie la cosa giusta per se, non facendo la cosa giusta per tutti.
L'altruismo dovrebbe scattare automaticamente, e invece questo non succede, e lui comincia ad entrare in crisi perchè l'errore che ha commesso è troppo duro per essere accettato.
Il che fa entrare il film in una acuta analisi metaforica sulla vita, chi di noi aiuterebbe il prossimo nel momento in cui ha più bisogno? Non vi salvereste il culo oppure aiuterebbe chi si trovasse in serio pericolo di vita?
In poche parole è questo il tema trattato in questo straordinario esempio che mette l'uomo al centro del suo egoismo, creando qualcosa che modifica le dinamiche familiari facendolo entrare in crisi.
Basta, dovete vederlo punto.
Voto: 8



3 commenti:

  1. Io invece gli ho concesso un 6.
    Parte benino e il soggetto era interessante, ma poi parte proprio per la tangente per me. Da un certo punto in poi non si capisce più dove voglia andare a parare.

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  2. Una delle pellicole più sorprendenti di questa estate. Al Nord (Europa) c'è parecchio di buono! Notevole la capacità del regista di imbastire una trama intera incentrata su un episodio di pochi secondi: quasi una lezione di cinema!

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  3. Oh riuscirò a vederlo prima di Dicembre, promesso ;-) Cheers!

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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