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The Giver - Il Mondo di Jonas

Eccocci alla seconda recensione del giorno, e come sempre accade da un bel po' di tempo, tocca ai film che sono usciti al cinema da poco tempo.
Oggi è il turno di The Giver - Il mondo di Jonas, che nonostante tutto, sembra un clone di Divergent, ho detto sembra, soprattutto da come è stato costruito, solo che il film è piuttosto sottotono rispetto al titolo sopracitato.



Non presenta nulla di nuovo, la solita società dispotica già vista in 1984, dove vige un grande fratello che vede e controlla il mondo perfetto da lui creato, ma questo mondo cosidetto "perfetto" ha qualche falla.
Cancellando le emozioni dalle persone costruiscono la società cosidetta "perfetta"; niente più guerre, niente più dolore...ma...anche niente amore!!!
Sembrerebbe impossibile vivere in un mondo così eppure, nonostante sia tratto dalla saga fantascientifica young adult di Lois Lowry, sa di vecchio, di già visto e di stantio, nonostante sia piacevole guardare questo film, che a tratti risulta piuttosto coinvolgente, eppure ci manca qualcosa per renderlo davvero unico.
Non so, è tutto fin troppo perfetto, troppo costruito per apparire semplice agli occhi degli spettatori, il regista sembra faccia il solito compitino ben fatto per costruire il suo film, e non va mai al di sopra delle sue possibilità evitando di dare una impronta personale che avrebbe giovato e personalizzato maggiormente il film.

Poi cavolo, è già uscito Divergent e che fai? Mi fai uscire pure questo? E' normale che la gente si sia concentrata maggiormente in Divergent che in questo film.
Sulla carta poteva essere la solita bimbominkiata, ma fortunatamente non lo è, anche se con un tema del genere il film poteva essere ancora più inquietante di come è stato girato.
Evidentemente il regista non ha voluto turbare gli spettatori, e ha optato per una pellicola piuttosto fredda nella costruzione e anonima, quando poteva essere anche paurosa si perchè no?
Per pellicole del genere l'inquietudine dovrebbe essere il letit motiv che fa coinvolgere maggiormente lo spettatore, piuttosto che una consolante ricerca di se stessi costruita forse dai produttori, eliminando di fatto il pathos che sarebbe stato la classica ciliegina sulla torta...peccato.
Adesso gli attori: Meryl Streep è insopportabile, nella sua mise incartapecorita sembra una parodia di Miranda del film Il diavolo veste prada, più professionale è Jeff Bridge, il migliore - che come donatore fa aprire gli occhi al giovane Jonas sulla verità del mondo, e l'importanza della memoria.
Cosa resta del film?
Un opera che è incapace di inquietare, quello che presenta lo fa in maniera anonima, senza creare immedesimazione e pathos, peccato perchè aveva molte possibilità...che vi devo dire?
E' questo il più grande difetto di The Giver...purtroppo.
Però nonostante i difetti si fa vedere bene, ma non oltrepassa purtroppo i limiti della sufficienza.
Voto: 6





Commenti

  1. Non mi ispira decisamente, anche se il libro me l'hanno consigliato tutti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si ho letto pure da bollicina che il libro è migliore, dovrei cercarlo, il film è anonimo quando dovrebbe inquietare non lo fa, e questo è il suo più grande difetto ^_^

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    2. Non so se il libro è migliore del film, che non ho ancora visto e non andrò a vedere visto quanto ne state scrivendo tiepidamente, ma è comunque una lettura molto coinvolgente!

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  2. meryl streep come al solito insopportabile :)

    anche per me un film medio che non lascia molto il segno...

    RispondiElimina

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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