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Welcome To New York

E siamo giunti a recensire anche l'ultima fatica - o la penultima - di Abel Ferrara, ispirato al caso di Dominique Strauss-Kahn conosciuto anche come caso Dsk.
Le intenzioni del regista sono chiare fin dal principio, parlare di questo scandalo sottolineando che non tutto quello che si vede nel film sia accaduto realmente, e che le cose che racconta sono prese dalla causa legale.
Lo scandalo di cui parla il film è a sfondo sessuale, il protagonista è Deveraux, un magnate ricchissimo che controlla i soldi e i destini di tutti, ma non è capace di controllare i suoi istinti, un uomo che ha nelle mani il mondo intero, amici che gli leccano il deretano, e un potere inimmaginabile, ha un tallone d'achille: la dipendenza sessuale.
Sesso, in ogni forma, in ogni quantità non importa, ma tutti questi eccessi finiranno per mettere nei guai Deveraux, che sarà oggetto di accuse di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un albergo.

E per un film del genere, non poteva che avere come protagonista Gerard Depardieu, che interpreta perfettamente il protagonista Deveraux. Una performance debordante, eccessiva che sfiora persino il ridicolo nelle scene sessuali, in cui sbuffa, grugnisce, geme grugnisce, in una cornucopia incredibile di abbondanza sessuale che tratteggia il malessere del protagonista, un uomo che ha il mondo in pugno, ma allo stesso tempo è solo, vittima delle sue ossessioni e vizi.
Jaqueline Bisset, interpreta sua moglie, una donna che anche durante lo scandalo e la causa legale, gli rimarrà accanto nonostante le molte corna subìte.
Abel Ferrara, nonostante sia lontano anni luce da altri capolavori da lui diretti, tra i quali il bellissimo Fratelli - The Funeral, con Chris Penn e Christopher Walken, con Welcome To New York, dirige un film onesto e nichilista, capace di sottolineare cosa c'è dietro il potere, cosa si nasconde dietro i sorrisi, i bei vestiti, di una società capace di genuflettersi davanti al potente di turno e sottomettersi a qualsiasi cosa - come anche dal lato sessuale in questo caso - e raccontarlo in maniera concisa e sincera.
Gerard Depardieu è perfetto nel ruolo di Deveraux, sembra gli sia stato costruito a pennello, e la sua presenza vale la visione del film senza alcun dubbio.
Ringrazio l'amico Kelvin per avermi fatto conoscere questo film, ho letto la sua ottima recensione nel suo blog e mi sono convinta a guardarlo.
In conclusione, da vedere, tenendo presente la storia che racconta, ma soprattutto l'attore protagonista, che qui è veramente bravo.
Voto: 7


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