domenica 14 settembre 2014

Thirst

Questo è un film che spacca di brutto.
Il grande Park Chan-Wook prima che hollywood lo adottasse sapeva il fatto suo, e lo si nota sia dalla trilogia sulla vendetta, di cui prossimamente continuerò a recensire anche Mr Vendetta e in passato ho recensito Stoker e Old Boy, non fa eccezione neanche questo splendido horror, e dimostra anche la capacità di saperli fare anche gli horror.

La storia è incentrata su un prete che si sottopone a un esperimento su un virus chiamato Emmanuel, di cui rimane infettato e muore.
A salvarlo una trasfusione con sangue infetto che lo trasforma in vampiro, ma si sparge la voce che compie miracoli, e la gente lo va a trovare davanti al letto d'ospedale.
Ci sono parecchie scene allucinanti e allucinate, tipo la benedizione del prete ormai vampirizzato davanti al corpo grondante sangue.
Liberamente tratto da Teresa Raquin di Zola, il film ripercorre, prendendo la strada horror, un amore nato da un delitto, il prete/vampiro uccide un suo amico per stare con la sua donna, adottata dalla madre del defunto.
Horror? Si decisamente, un po' inquietante devo dire, mi ha tenuta incollata alla poltrona dall'inizio alla fine, e non sono tutti gli horror che ci riescono sottolineiamolo.

Park Chan-Wook da una moderna rilettura del romanzo di Zola, ma in chiave vampiresca, concentrandosi però sulla maledizione di un amore e creando una grande enfasi di tragedia mostrandola allo spettatore facendogli carpire tutto quello che i due protagonisti sentono.
Il film di per sè è complesso, mescolare tanti ingredienti così bene è roba veramente da pochi registi capaci, i più certe volte fanno dei pasticci orrendi, non è ovviamente ciò che Chan-Wook  ha fatto; dimostrando non solo di saper girare un horror, ma è capace di sottolineare le mille sfaccettature dei protagonisti e soprattutto cosa sentono dentro.
Per me che adoro il cinema orientale - una delle poche cose buone che mi ha lasciato mio padre - è stata una manna dal cielo, e per quest'anno che sto praticamente scoprendo tantissimi autori orientali è come aver trovato l'albero della cuccagna, di cui ovviamente fa parte anche il grande Park Chan-Wook.
Questo film rasenta il capolavoro per tanti punti di vista, primo fra tutti, il fatto di dare un impronta autoriale in un opera già di per se non originale che - se fosse stata in mani altrui - sarebbe stato il solito filmetto splatter che molti avrebbero visto ma poi chi se lo ricordava più?
No, invece questo è un film che non si dimentica stop, si deve guardare e riguardare solo se ovviamente amate il genere horror.
Voto: 8 e 1/2




4 commenti:

  1. film bellissimo...ecco, quando dicono che Stoker è un grandissimo film io gli farei rivedere che cosa faceva il nostro in Corea...

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    1. Ebbravo bradipuccio, si mostraglielo a coloro che pensano che stoker sia un grande film ^_^

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  2. A me invece ha dato l'impressione di un film molto confuso, invece, per quanto pieno zeppo di potenziale.

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    1. invece io l'ho trovato sorprendente nella messa in scena e nella particolarità di inserire l'horror in una storia da tragedia greca, un semicapolavoro. punto. :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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