mercoledì 25 gennaio 2012

Labirinto di passioni

Per il secondo film, Almodòvar non si smentisce, se per l'esordio ha optato per una storia al femminile sui generis, con una pellicola talmente insolita da essere considerata un autentico cult movie, con Labirinto di passioni, aumenta ancora di più la posta in gioco, facendo di questo film l'autentico ritratto della movida spagnola.
Film ancora più eccessivo del precedente, mette in scena l'amore e il sesso, parlando non dei personaggi, ma ai personaggi, sono loro che si mettono in primo piano a narrare le loro storie, le loro avventure,  i loro problemi, le loro crisi, le loro ossessioni, il sesso è il principale argomento del film che vede protagonista Sexilia (una irriconoscibile Cecilia Roth,) che in seguito lavorerà con Pedro ad altre pellicole della sua filmografia, una ninfomane, figlia di un ginecologo che rifiuta il sesso e aiuta le coppie ad avere figli con l'inseminazione artificiale, attorno a lei si muovono vari personaggi, un principe islamico fuggito di casa perchè crede di essere gay, la principessa che sarà la prima donna che si porterà a letto e che gli farà capire di essere in realtà etero, altre coppie più o meno eccentriche in un turbinio passionale che come da titolo è un labirinto nel quale è facile perdersi, qui Almodòvar è ancora spensierato, lontano dal dolore di altre pellicole e dalla loro serietà, qui è provocatorio, spensierato, spudorato, scandaloso, e chi più ne ha, più ne metta, un film giocato tutto sul sesso, ancora lontano dai vertici che faranno di Almodòvar il grande regista che conosciamo, il talento c'è e si vede, ma è ancora grezzo, anche se il gusto per la provocazione e il kitch lo ha sempre avuto, soprattutto nelle prime opere, siamo in piena movida dopo tutto, quindi via libera alle provocazioni, ai doppi sensi, alle passioni, il film potrebbe anche non piacere visto la trama stratosferica, eppure nel suo insieme è divertente a guardarlo, film piuttosto lontano dai capolavori come Donne sull'orlo di una crisi di nervi o anche La legge del desiderio, che seppure grezzo quest'ultimo film, già presentava un discreto passo avanti che avrebbe continuato con il primo ovvero Donne sull'orlo di una crisi di nervi, ma che già presenta alcuni temi, in forma di commedia ovviamente che saranno presenti nel cinema futuro di Pedro, come la passione carnale, sessuale.
Ripeto, non un film per tutti, ma sicuramente un film per molti, soprattutto se si apprestano come la sottoscritta a diventare fans sfegatati del grande maestro spagnolo.
Ps: Si vede che ormai sono fan di Pedro eh? XD
Ps2: Tra le scene da ricordare senza dubbio, quella del regista, e quella in cui Almodovar, truccato e coi tacchi a spillo ballicchia una canzone punk.
DA COLLEZZIONARE.


6 commenti:

  1. Questo non l'avevo nemmeno mai sentito.
    Segno.
    Sembra interessante.
    Grazie.

    RispondiElimina
  2. Segna Melinda, ma non mi dici mai se li vedi e ti piacciono però eh? Hahahaha, comunque quando lo fai vieni a dire qui se ti sono piaciuti ok? XD

    RispondiElimina
  3. Quando li ho visti tornavo a dirtelo, e così farò.
    Solo che in questo periodo segno solo :D

    RispondiElimina
  4. e allora? Forza, prendi il mulo per le orecchie e guardatelo ne vale la pena, poi stiamo parlando di Almodovar, il grande maestro spagnolo, i suoi film non possono mancare in una collezzione che si rispetti ^^

    RispondiElimina

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...