venerdì 27 gennaio 2012

L'ospite inatteso

Ecco un piccolo film che sa di poesia, una bella boccata d'aria fresca ogni tanto ci vuole nel grande calderone dell'industria cinematografica, L'ospite inatteso è proprio uno di quei film che ti conquistano con semplicità, senza bisogno di rafforzamenti, o altre diavolerie, la storia è abbastanza semplice, e narra di un professore ormai annoiato e senza alcuno stimolo, va a New York per una presentazione del libro di una collega a malavoglia, perchè la collega è incinta e la gravidanza è difficile quindi si trova a letto per nove mesi, così al suo posto va Walter, che si trova nel suo appartamento due giovani, con problemi di permesso di soggiorno, i due giovani sono Tarek, che suona il tamburo in un complesso Jazz, e la sua ragazza, l'africana Zainab, disegnatrice di gioielli, dopo l'iniziale sorpresa i tre costruiscono un rapporto d'amicizia facendo ritrovare il gusto per la vita al professore e cambiando in un certo senso la sua vita e la percezione che aveva su di essa, finchè per una banalità, Tarek viene arrestato perchè creduto terrorista...
un film leggero, suadente, capace di coinvolgere lo spettatore e anche di divertirlo, e soprattutto di farlo riflettere, sull'umanità e sugli imprevisti della vita che spesso ci portano a conoscere persone capaci di farci ritrovare, il gusto per la vita e anche di farci conoscere passioni nascoste che non credevamo potessero esistere, è quello che succede a Walter quando suona il tamburo con Tarek, poi il tono si fa drammatico, soprattutto quando Tarek verrà arrestato e rispedito dove era venuto, la cosa che conquista di questo film è il valore dell'amicizia che McCarthy sintetizza, facendo capire che tutti gli uomini infondo sono uguali, basta essere più disponibili e porgere la mano all'amicizia verso gli stranieri, e sarà proprio questa amicizia a cambiare la vita di Walter in meglio, nonostante non sia riuscito a liberare l'amico, memorabile la scena in cui suona da solo il tamburo dentro la stazione del metrò e le persone lo osservano estrefatte, il messaggio del film è la tolleranza, che dona il valore dell'amicizia, molto spesso ritenuto superficiale, si siamo incapaci di guardare infondo a noi, Walter lo fa e si ritrova cambiato in meglio, consce anche il valore dell'altruismo, ce ne vorrebbero diversi film del genere, in conclusione, un piccolo grande film da non perdere assolutamente.


5 commenti:

  1. molto carino! e l'attrice palestinese, Hiam Abbas, devi ammirarla anche in questo film: Il giardino di limoni

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  2. si l'ho visto ecco dove l'ho vista grazie robertino, prossimamente troverai la rece alla fabrica ^^

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  3. Hai fotografato bene lo spirito di questo film, piccolo eppure grande.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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