lunedì 23 gennaio 2012

Tacchi a Spillo

Qui siamo nel film d'alta classe, un altro salto di qualità in avanti per quanto riguarda il maestro spagnolo, protagonista stavolta la grande Marisa Paredes, nel ruolo di Becky, cantante che torna a Madrid dalla figlia dopo tanti anni di assenza.
Il film è tutto  giocato nel rapporto di amore/odio tra una madre e una figlia, Rebecca (Victoria Abril) è una giornalista che lavora in televisione, ha sposato Manuel, ex amante della sua brillante mammina, che non si è presentata al matrimonio per - dice lei - motivi che riguardavano il suo lavoro e problemi personali, al suo ritorno la trova sposata al suo vecchio amore, che ci prova con lei, perchè il matrimonio con Rebecca ormai è finito, Rebecca dal canto suo ha una relazione con un uomo che si traveste da Becky facendo la sua imitazione Femme Letal, una sera arrivano al locale dove Letale si esibisce, e Rebecca finisce col fare l'amore con lui, le cose peggiorano quando Manuel viene trovato assassinato nel suo appartamento, con una vestaglia rossa addosso, Rebecca all'inizio nega un suo coinvolgimento nel fatto, ma poi le cose precipitano quando in diretta tv confessa l'omicidio del marito, viene subito arrestata, ma il giudice Dominguez (Miguel Bosè) non crede alla sua confessione, e cerca di capire come realmente si sono svolti i fatti, chi ha ucciso Manuel e perchè? Che rapporti c'erano tra Becky e Manuel? Perchè Rebecca ha sposato Manuel? Sono queste le domande che lo spettatore si fa per scoprire l'assassino, ma il film non è incentrato solo sul delitto uxoricida che coinvolge Rebecca, è incentrato principalmente sullo strano, morboso rapporto che esiste tra madre e figlia - ricordate che la madre nei film di Almodòvar ha quasi sempre un ruolo centrale - questo rapporto di amore e odio, di rivalità e competizione, di superiorità e inferiorità con cui Rebecca ha sempre vissuto non hanno fatto che minare la sua vita condizionandola, non facendola in un certo senso spiccare il volo, e Almodòvar sembra centrarlo piuttosto bene il discorso, sono loro e solo loro le protagoniste, tutto il resto è contorno che serve a loro per le loro sfuriate, per le loro ripicche, per le loro  incomprensioni e rancori, Almodòvar aggiunge un altro tassello magistrale alla sua filmografia, con questo film che è di per se un piccolo capolavoro in cui si respira l'aria di grande cinema, si pensi ai film drammatici americani di Douglas Sirk tanto per fare un esempio.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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