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Crooklyn

Paragonato addirittura al capolavoro di Ingmar Bergman Fanny e Alexander, di cui questo film a differenza non ha la potenza drammatica e emotiva, è il ritratto di una famiglia tipica di colore ed è il film più autobiografico di Spike lee, che a differenza del capolavoro di Bergman ha una freschezza e una semplicità senza pari.
Il film che scorre via senza che neanche te ne accorgi, ha delle scene davvero simpatiche, avvolte divertenti, il tutto diretto da uno Spike Lee in forma smagliante, totalmente lontano dalla rabbia di certe sue pellicole, la pellicola che è stata scritta con i fratelli Cinquè e Joie è una famiglia il cui padre è un musicista alla continua ricerca della grande occasione magistralmente interpretato da Delroy Lindo, che da solo vale la visione del film, e da sua moglie, che deve mantenere la famiglia, le cose si complicano quando i soldi cominciano a scarseggiare visto che lui ha fatto 5 assegni in bianco, i due coniugi si separano per un breve periodo, ed è lei a mantenere la famiglia, una famiglia con 5 figli che sono piccole e graziose pesti, sempre attaccati davanti alla tv a ballare o a guardare le partite. Tutto ciò che accade in una famiglia e mostrato in questo film, i figli che si litigano i cereali, il televisore, e persino le caramelle, e la madre deve badare a loro a non farli litigare.
Inoltre ha una colonna sonora davvero intrigante, si va dagli Sly and the family stone a Stevie Wonder, tutto questo è arricchito dalla regia di Spike Lee che fa di questo film un ritratto sincero, affettuoso della sua famiglia che sono in realtà tutte le famiglie in generale, un film ingiustamente sottovalutato che merita davvero una visione, una? Io direi che ne merita parecchie, perchè questo film è stato un tassello in più che mi ha fatto amare ed apprezzare Spike Lee, che con questo film ha come abbracciato il suo pubblico, di qualsiasi colore fosse in un unica cuccia che può solo essere la famiglia.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


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