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I Segreti della mente

Una chatroom, di solito è un luogo innoquo sulla quale incontrare persone per parlare o per fare amicizia, invece per alcune persone può rivelarsi un labirinto con cui fuori uscire completamente dalla realtà, la pensa così Hideo Nakata, con il suo nuovo film americano, che è piuttosto convenzionale, e rispetto a Ringu film che gli ha dato l'attenzione internazionale e la conseguente fama (due remake della serie interpretati da Naomi Watts), è solo un innoquo filmetto che non da nessun brivido, all'infuori di quello che accade ai protagonisti del film che di fatto trasformano il mondo virtuale in mondo reale, non è male come idea, di tensione ce ne è poca, apparte stare nell'attesa di capire cosa succede ai protagonisti, più che un horror è un film che critica il mondo dei nuovi adolescenti sempre attaccati al pc 24 ore su 24, allontanandosi sempre più dalla realtà, la trama è piuttosto semplice e per nulla scontata, un gruppo di ragazzi entra in una chatroom e parlano con uno sconosciuto raccontando i fatti loro, ma lo sconosciuto fa un gioco psicologico con loro che li conduce al suicidio, non ho fatto spoiler perchè il primo suicidio si vede pochi minuti dopo l'inizio, ma per capire l'andazzo devi stare al gioco, solo un ragazzo apre gli occhi e ritorna nel mondo reale ribellandosi al gioco, raccontata così la trama risulta accattivante, fattostà che questo non è un horror vero e proprio, non ci sono salti dalla sedia e via dicendo, risulta alquanto noioso, la regia di Nakata è piuttosto giù di tono, ecco che succede a raggiungere il successo, una volta toccato il suolo americano si perde la scintilla che vi ha fatti brillare, con Ringu era brillante e quello SI che faceva saltare dalla sedia, qui non c'è ritmo, anzi il ritmo comincia solo alla fine, quando si scoprono le carte da gioco e tutti  i nodi vengono al pettine, comunque sia apparte questo il film non è proprio da buttare, è un buon thriller con piccoli momenti di tensione che fa riflettere sull'invadenza della tecnologia.
Curioso.


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