giovedì 13 ottobre 2011

Mo' Better Blues


Spike Lee rende omaggio al blues, alla sua maniera, raccontando la storia di un trombettista, (Bleek Gilliam) diviso dall'amore tra due donne, Indigo (Joie Lee, sorella di Spike) e Clarke, racconta anche l'amicizia con il suo manager Giant, che ha il vizio del gioco e si mette sempre nei guai, e di tutta la sua band di musicisti, tra cui spicca Shadow (Wesley Snipes) che gli porta via il suo ruolo nella band e anche la donna Clarke, facendola diventare la cantante.
Un altro passo avanti per il regista di Atlanta, che rende omaggio alla musica dei neri, il blues, raccogliendo il gotcha degli attori afroamericani in circolazione, il meglio del meglio, Bill Nunn, Giancarlo Esposito, Samuel Jackson e tanti altri.
Un film che scorre piacevolmente come le note della musica che suona intensamente durante tutta la durata del film, o nella maggioranza del film se vogliamo essere sinceri.
Il film inizia con Bleek bambino che si esercita con la tromba, sotto le ali un po' troppo severe della madre che non lo fa uscire di casa perchè deve esercitarsi, e continua con Bleek ormai diventato adulto che si esibisce come musicista con la sua band in un locale gestito da due fratelli italo americani (interpretati dai fratelli Turturro, John presenza fissa nei film di Lee e Nicholas).
Il film racchiude in se tutto l'amore per la musica di Spike Lee, dal Jazz, al blues, mitica la frase che Bleek dice ai gestori del club in cui suona, oggi nessuno più ascolta il Jazz, ma perchè? Tutti ascoltano quella musica moderna che non ha cuore, nè sentimento, ed è proprio la musica protagonista assoluta del film, in tutto racchiuso con l'amore, il tradimento, l'amicizia, e saranno queste tre cose con cui Bleek dovrà fare i conti, le cose cominciano a complicarsi quando Indigo e Clarke si presentano nel locale dove suona indossando lo stesso vestito, e sarà un susseguirsi di piccoli drammi che culmineranno con il pestaggio di Giant da parte di alcuni suoi creditori, per difendere il vecchio amico Bleek verrà pestato pure lui, ma quei banditi gli rovineranno le labbra mettendo fine alla musica.
Spike Lee dimostra talento in questo film, puntando a conquistare il cuore degli spettatori facendo centro, Denzell Washington ci regala una interpretazione surreale e sincera, Spike lee col suo Giant ci regala uno dei personaggi più gustosi che si è costruito nella sua cinematografia.
In sostanza, un piccolo grande film, da avere per apprezzare sia un genere quasi dimenticato, che il talento di un grande regista.


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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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