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La Ruota delle meraviglie

Era da tanto che non recensivo un film di Woody Allen, nonostante li abbia viste le sue precedenti uscite cinematografiche, potrei ricominciare a parlarne con il suo ultimo lavoro.
A 82 anni suonati il buon vecchio Woody non vuole sentir parlare di andare in pensione, e ogni sua uscita praticamente sceglie gli attori più appetibili dell'industria hollywoodiana.

Un lavoro gradevole, ma che sembra diretto col pilota automatico, dirige sempre queste storie così lacrimevoli che sembrano ormai la copia della copia dei recenti film che sceglie di dirigere.
Io spero vivamente che ritorni ai fasti di una volta, come ai tempi del bellissimo Match Point, quello si che era  un grandissimo film, che mescolava diversi generi ed era anche un soggetto insolito per lui.
La Ruota delle Meraviglie viaggia sul terreno particolare e pericoloso del sentimentalismo, argomento trattato in altre pellicole in maniera anche spassosa e divertente, qui invece è trattato fin troppo seriamente, senza un briciolo di sense of humor che avrebbe salvato un film dal potenziale incredibile sprecando un attrice con due ovaie così come Kate Winslet, il cui ruolo sembra una macchietta, questa moglie perennemente depressa, che tradisce il marito con un ragazzo più giovane di lei, avviene un fatto insolito che non ha previsto: arriva la figlia di lui, e si innamora del suo amante, quindi lei è allo stesso tempo cornuta e mazziata.
Allora, caro Woody, te lo dico col cuore in mano, perché mi sprechi un attrice del calibro della Winslet con un ruolo che la svilisce e che la mette in ombra rispetto al resto del cast?
La migliore?
Senza dubbio Juno Temple con Justin Timberlake, che danno luce a un film fin troppo melenso e stucchevole.
Non che il film sia da buttare, dopotutto l'ho messo nei guilty pleasures perché bene o male mi è piaciucchiato, ma resta comunque una pellicola imperfetta, che ambisce ad essere un capodopera che non è, e questa presunzione, la raffinatezza delle scenografie, della fotografia, per altro bella del nostro Vittorio Storaro.
Jim Belushi, dopo twin peaks, ci regala un personaggio eccentrico e intrigante, che devo dirlo sinceramente, mi ha fatto molta simpatia.
Resto comunque in attesa del prossimo lavoro del grande Woody, sperando che sia migliore di questo.
Voto: 6



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