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Land of The Dead - La terra dei morti viventi

Romero Torna vent'anni dopo a riprendere con una nuova trilogia i suoi cadaveri ambulanti, e lo fa ripartendo dallo scheletro della sceneggiatura di Day of The Dead, iniziando una nuova trilogia sugli zombie, vent'anni dopo dall'uscita del film sopracitato, è inutile dire che a differenza della trilogia precedente c'è un budget piuttosto alto, perciò Romero stesso si è spinto laddove nella prima trilogia non ha potuto fare, anche con gli effetti speciali, che sono strepitosi, ma veniamo al dunque.
Iniziamo col dire che questa, è una trilogia che continua il discorso della prima, ma restando ferma sui suoi temi, polemici che poi ne hanno fatto film cult entrati ormai nella storia del cinema, in questa nuova trilogia manca un po' la caratterizzazione dei personaggi, Asia Argento nel ruolo della bad girl è solo una macchietta, compreso Simon Baker, che dovrebbero essere i personaggi positivi, sono incapaci di incarnare il loro stato d'animo e le loro inquietudini e si nota abbastanza, invece il grandissimo Dennis Hopper, che è da sempre uno dei miei attori preferiti, fa la sua porca figura in questo film, da sempre interpreta personaggi negativi, questo suo cattivo ti da la frizzante sensazione di piacere che ti inebria tutta, compreso John Leguizamo, che interpreta il vendicatore cazzuto, che alla fine gli fa le palle a Hopper. In questo primo capitolo della nuova trilogia, Romero si scontra con una società in cui gli zombie sono reietti e vengono tenuti lontano dalla città, attraverso dei confini e dei recinti che il cattivo Hopper ha costruito, in mezzo  a loro ci sono anche i vivi, che pur non essendo ricchi sono considerati reietti, e perciò non sono degni di sedere tra i vivi, inutile dire che saranno proprio gli zombie a inscenare la rivoluzione, che non guarderà in faccia nessuno, ormai stanchi, di essere considerati dei parassiti, invadono i centri commerciali, che qui tornano, per sottolineare la sua critica sul consumismo, e sarà una carneficina che non guarderà in faccia nè ricchi, nè poveri, nè buoni, nè cattivi, perchè nelle rivoluzioni, si diventa ciechi, e quando queste rivoluzioni sono fatte paradossalmente in situazioni dove devi riprendere quello che ti spetta non si guarda in faccia nessuno, adesso gli zombie si sono evoluti, e riescono ad apprendere, e anche a pensare, quindi sono capaci di guardare il mondo che li circonda, quindi riescono a sovvertire le barriere e le catene che il mondo dei ricchi e viventi ha costruito loro intorno.
Inutile sottolineare che il lato action si è aggiunto in questo capitolo, ma non possiamo non rilevare i relativi limiti del film, che anche se è un prodotto che spacca, non riesce ad inquietare laddove la prima trilogia ha fatto, non c'è l'immedesimazione, sia con la storia che con i personaggi, che nella prima trilogia romero gli ha dato grande importanza, riuscendo a creare una specie di empatia, e riuscendo anche  a comprendere le loro motivazioni, ma in tempi di crisi horrorifica come questi anni, Land of the Dead, rappresenta soprattutto uno squarcio di luce ma soprattutto di divertimento per gli amanti del cinema di genere, anche se dal capitolo precedente sono passati vent'anni, quello che conta è constatare che solo i grandi oggi riescono laddove i giovani non sono più capaci, ma è una polemica che col film centra in parte e che approfondirò in altri luoghi, bene, che dire, visione consigliatissima, soprattutto se amate Romero e volete continuare la visione sui morti viventi, per vedere il seguito dell'apocalisse, anche se sinceramente dovete prenderlo per come viene presentato e vi divertirete, grazie a scene splatter ancora più esplicite rispetto alla prima trilogia.
APPETITOSO




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