Mignon è partita

Opera prima di Francesca Archibugi, che già sottolinea i temi portanti del suo cinema che sono il disagio degli adolescenti, e il passaggio all'età adulta, che vedrà la sua genesi nel bellissimo Il Grande Cocomero di cui presto  parlerò alla fabrica, ma veniamo al film, che è girato nel 1988 e per essere un opera prima è davvero un bel film, ma diciamocelo, dimostra anche di essere un opera matura, e per un opera prima è un punto a favore della sua autrice, e scusate se è poco.
Mignon è un adolescente che è costretta a lasciare la sua casa per passare le vacanze estive con gli zii italiani, di ramo più umile, dopo che il padre è stato arrestato per aver usato materiale difettoso in un cantiere che ha causato la morte di due persone,  ma la ragazza si dimostra insofferente e altezzosa verso la semplicità di quegli zii, e difficilmente lega con le cuginette, tranne che con Giorgio, scoprendo di avere in comune la passione per la lettura, e qui che avviene il viaggio iniziatico che porterà i due ragazzini a ritrovarsi nella loro incapacità di integrarsi con il mondo che  li circonda, Mignon perchè ad un primo momento risulta snob e altezzosa, Giorgio, perchè è diverso dalla sua famiglia, e finirà per innamorarsi di lei, ma è molto timido e riservato e non riuscirà mai a rivelare il suo amore per lei, che resterà custodito nel suo cuore, fino a quando Cacio un bulletto amico del figlio più grande di Zia Laura - una strepitosa Stefania Sandrelli - la seduce, nella libreria dello zio, luogo di incontri clandestini nonostante fosse una libreria, per il ragazzo inizia una crisi depressiva, accentuata dal fatto di veder crollato il sogno di svelare i suoi sentimenti, fino a commettere un tentativo di suicidio, ma fortunatamente viene salvato in tempo, proprio quando le cose sembrano rimettersi a posto, Mignon rivela a tutti di essere in cinta, ma il suo è un gesto plateale, che viene fatto per tornare a casa, Il giorno della sua partenza, sarà per Giorgio, un segno inequivocabile del suo passaggio di formazione, da adolescente a maturo, quando si renderà conto di non riuscire più ad entrare con il cancello chiuso, e ripenserà a come le cose potessero andare diversamente se avesse dato il sospirato bacio sul collo a Mignon.
Francesca archibugi dimostra di avere sensibilità, e dirige un film emotivo che riesce a parlare al pubblico anche con semplici gesti e con semplici scene, l'apparentemente fredda Mignon, si vede come un aliena in mezzo a quei parenti caciaroni, e urlatori, che con semplicità vivono la loro vita, che è nettamente all'opposto alla sua, si trova meglio con Giorgio, che è rispetto agli altri più riflessivo, più timido e meno popolano.
Un film che è un viaggio che passa dall'adolescenza alla maggiore età, svelando molto della sensibilità dei ragazzini che spesso e volentieri non vengono compresi dal mondo degli adulti, perchè troppo impegnati a vivere la loro vita, non sarà una convivenza facile, ma permetterà a queste due gocce sul mare di esprimersi, anche solo per poco tempo e incrociare i loro percorsi nonostante i litigi, nonostante, l'impossibile convivenza con gli altri, la regia della Archibugi riesce a mettere in chiaro questo, è precisa, netta, senza troppi giri di parole, perchè vuole che lo spettatore capisca i personaggi, non li deve compatire, l'apparentemente antipatica Mignon, in realtà è una ragazza che si trova in una situazione in cui non vuole stare, e sarà anche per lei un viaggio iniziatico, anche se per poter tornare a casa è costretta a dire una bugia, poco importa, il succo del discorso è la comprensione, e avvolte basta così poco per capire.
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