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Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti

Ultimo capitolo della saga sui morti viventi, Romero vuole chiudere in bellezza, e lo fa alla sua maniera, qui siamo alla fine di tutto, che per la visione romeristica significa la fine del mondo come lo intendiamo noi, i morti si alzano e uccidono i vivi, che una volta deceduti si rialzano per uccidere altri vivi, come fossero le pedine del domino, ormai la situazione è incotrollabile, e in mezzo a tutto questo si scontrano due uomini, che si dividono l'isola di chi è sopravvissuto ma è invasa dagli zombie, il primo, Seamus Moldoon, vuole salvarli e cercare una soluzione al problema, per salvare i suoi parenti zombie  il secondo che è quello più realistico, Patrick O'flynn in apparenza dice che non c'è soluzione al problema e uccide tutti gli zombie che gli capitano davanti,  tranne una coppia di bambini divenuti zombie, con cui il primo l'ha fermato in tempo e lo ha esiliato dall'isola, la sua famiglia è stata sterminata dagli zombie per cui non vede altra soluzione al problema se non quella di sparargli in testa per salvarsi la vita, quando incontra un gruppo di soldati in cerca di una sistemazione, ritorna sull'isola dove si scontrerà ancora con Moldoon, per le sue vedute, le cose peggioreranno quando entrambe le figlie di Patrick diventando zombie rischiano di uccidere gli ultimi rimasti, nonostante ciò Moldoon non demorde con le sue ideologie, ma quando si scoprirà che aveva ragione sarà ormai troppo tardi.
George Andrew Romero chiude la sua seconda trilogia sui morti viventi, con un film più disperato e malinconico dei precedenti, mettendo da parte per una volta il senso della vita che era il centro dei capitoli precedenti, qui è invece più oscuro, più splatter, più gore, con al centro una faida tra due uomini le cui visioni sono in contrasto tra loro ma ampiamente condivisibili, e continua il discorso cominciato dal capitolo precedente, come se questo fosse una ideale continuazione. Qui Romero non vuole essere tenero, non c'è più una guerra da combattere, non c'è più speranza, ma una umanità abberrita dalla morte che è incapace di sperare, ed è incapace di osservare, il mondo è come impazzito del tutto, c'è solo lo spirito di sopravvivenza che vive dentro Patrick, che non vede nient'altro che puntare una pistola in testa a quei cadaveri ambulanti, la cosa principale e mi sembra che qui Romero, la sottolinei abbastanza, è che in questo film non ci sono nè buoni nè cattivi, ma solo due visioni in contrasto tra loro, nonostante ciò segna una spiccata qualità di gore e splatter per stomaci decisamente forti.
O'Flynn, punta tutto sullo spirito di sopravvivenza, eliminando a uno a uno tutti gli zombie che gli capitano a tiro, e non si ferma neanche davanti alla figlia divenuta anche lei una zombie, Seamus Moldoon, senza dubbio il più umano dei due, cerca invece una cura, una soluzione, ma non verrà compreso, intelligentemente Romero lascia il finale aperto, segno che c'è molto da dire sugli zombie, ancora.
DA NON PERDERE.




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