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Il Gattopardo

 

Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com'è.
E' questa la frase che si sente dire spesso sia nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nobile siciliano, il cui film è l'adattamento del suo romanzo, capolavoro uscito nel 1958 postumo; e sia nel film, detta sia dal principe di Salina, che da suo nipote Tancredi.

Il Gattopardo si riferisce alla decadenza della classe nobiliare siciliana, rappresentata dal principe Fabrizio di Salina, interpretato da un bravissimo Burt Lancaster ed è ambientato in un preciso momento storico, lo sbarco dei mille per l'unificazione d'Italia.
Il principe si rende perfettamente conto che le cose in Sicilia e soprattutto in Italia stanno cambiando, così per dare un futuro al suo titolo si mette in affari con Calogero Sedara un borghese dall'inestimabile conto in banca e fa in modo che il suo nipote prediletto, Tancredi si fidanzi con sua figlia Angelica.
Il Gattopardo è la storia di un matrimonio sulla carta combinato, ma nella realtà i due ragazzi si innamorano davvero, ma è anche una storia di tumulti, di guerra, di un preciso momento in cui la Sicilia sta per diventare parte dell'Italia.
Il Gattopardo è proprio lui, il principe di Salina, un uomo anziano, molto legato alle sue tradizioni, che comprende perfettamente che il suo tempo è ormai finito, e affida al suo nipote prediletto, lo scettro per continuare la tradizione nobiliare della sua casata.
Il Gattopardo è la storia di questo matrimonio, ma è anche un film considerato ormai una pietra miliare nella storia del cinema italiano e non solo, il restauro della pellicola, l'ha curato un nome che è ormai un mito nella storia del cinema, un regista innamorato della settima arte chiamato Martin Scorsese, è grazie a lui che adesso, nello splendore del supporto digitale (il film l'ho rivisto in blu ray, acquistato su amazon ndr) che il film riprende vita, ed è una cosa sorprendente riscoprire questo film, che vidi tantissimi anni fa da mia zia quando ancora viveva a Palermo negli anni novanta, rivisto oggi mi ha dato un sapore decisamente nuovo.
Questo film è un capolavoro immortale, sopravvivrà a tutti noi, e altre generazioni lo scopriranno e lo ameranno, e quest'anno compie sessant'anni.
Si, esattamente sessant'anni fa, uscì al cinema questo film straordinario, da vedere e rivedere, per scoprirlo, amarlo e soprattutto conoscerlo.
Luchino Visconti mantiene i ritmi lenti, e soprattutto narrativi, può non piacere subito questo film, ma non può certamente lasciare indifferenti.
Il fatto che un nobile lo abbia diretto è molto significativo, lui sa di cosa sta parlando, conosce alla perfezione la sua classe, e soprattutto capisce perfettamente che non può dirigere Il Gattopardo come se fosse un film romantico e spensierato, ma deve rispettare i canoni del romanzo da cui è tratto.
Soprattutto deve fare in modo che lo spettatore capisca cosa sta guardando sullo schermo, e ci riesce benissimo.
La cura nei particolari del film è a dir poco maniacale, la precisione con cui certe cose vengono narrate, è talmente realistica da lasciare senza fiato.
Tre ore e cinque minuti di cinema indimenticabile (anche oggi ci sono gli indimenticabili, ho scelto di inserire questo film all'ultimo minuto tanto per farvi un regalo) che ha fatto la storia del cinema.
Non solo, io penso che se Il Gattopardo l'avesse diretto un altro regista, non avrebbe avuto lo stesso risultato, assolutamente.
La scena del ballo è il momento più bello del film, quando ti accorgi che segretamente il principe è innamorato di Angelica, ma non può vivere quell'amore perché è ormai anziano, e si sta avvicinando alla morte è uno dei momenti più struggenti del film.
Che dire? E' un capolavoro assoluto, questo senza ombra di dubbio, impossibile non amarlo, e impossibile dimenticarlo.
Buona Visione.

Ratings ⭐⭐⭐⭐⭐

Film inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare






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