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Catwoman

Pitof si confronta con il comic movie, ma a differenza di altri autori che hanno toccato il genere, non ha la freschezza, e la spontaneità che hanno fatto di film come X-Man, Spiderman e simili veri e propri oggetti di culto, anche sul grande schermo.
Pitof, regista francese che ha all'attivo il bel film Vidocq con Gerard Dapardieu, nonostante il cast promettente non mantiene quello che promette, sulla carta può apparire appetitoso, con un cast eccellente, che bene o male lo rende appetitoso, ma è troppo poco per farne un prodotto di intrattenimento che resti impresso nella memoria dello spettatore.
Halle Berry, è completamente fuori parte nel ruolo di catwoman, al suo posto ci avrei messo un attrice più appetibile, più intrigante, che nelle scene d'azione ci gioca come quando le api si avvicinano al miele, Sharon Stone, la migliore del cast, possiede una grinta e una cattiveria che fa salire il film di un gradino dal disastro assoluto, tutti gli altri recitano come manovrati da un regista che ha un copione che non sente veramente suo, si nota la particolare pesantezza di un progetto che è stato imposto all'autore, magari per farsi conoscere in america, e che è ben lungi dall'essere qualcosa di veramente sentito.
La trama narra la storia di una impiegata di una azienda per cosmetici che si trova testimone involontaria di una scoperta che la crema che vende l'azienda è dannosa per le donne, così viene uccisa, ma alla fine grazie ai gatti resuscita e si trasforma in catwoman, decisa a vendicare la sua morte cercherà di portare alla luce la verità.
Peccato, avvolte è meglio rifiutarli certi copioni che prenderli in mano e girarli senza neanche sentirli, la regia è approssimativa e stanca, priva di ispirazione così come l'intero cast, in sostanza un film che non esplode mai, che nonostante le scene d'azione e simili risulta squilibrato e non in linea con le idee autoriali di Pitof.
Un film che non arriva al cuore e che è incapace di trasformarsi in qualcosa in più di un semplice film per fumetti.
Da evitare.




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