Passa ai contenuti principali

Bolle di Cinema - Metropolis

Nuovo appuntamento con le recensioni a 4 mani tra me e l'amica Bollicina, con il suo blog Bollalmanacco di Cinema quando mi ha proposto di recensire Metropolis di Fritz Lang, ho fatto un salto di gioia, perchè l'ho visto per la prima volta (che vergogna, si lo so!! Una grave mancanza per un cinerfilo dopo più di vent'anni che guardo film, ma fortunatamente ho colmato questa mia lacuna) e non potevo rifiutare questa occasione di condividere il mio parere con una delle blogger che più apprezzo nella blogosfera, a cominciare le danze è proprio lei,  e potete leggere la rece anche nel suo bellissimo blog, Bollicina a te.


Babol

Come posso io, umile detentrice di un misero blog, anche solo osare parlare di un caposaldo come Metropolis? Semplice, cercando di mettermi nei panni di uno spettatore degli anni '20 e abbandonandomi ad una meraviglia ancora oggi senza tempo, in grado di influenzare pesantemente tutto il cinema che sarebbe venuto dopo, a cominciare da Guerre Stellari, senza tanto ricamare su tecnicismi e significati nascosti di cui, tanto, non capirei nulla. Metropolis è un film semplice nella trama e grandioso nella realizzazione, lo specchio di una società che stava cambiando e che cercava il modo di parlare dei propri problemi attraverso la finzione, la fuga dalla realtà, per non dover vedere riproposte sullo schermo le sue misere condizioni in maniera palese. Ecco dunque che Fritz Lang e Thea Von Harbou creano Metropolis, futuristica città anche troppo somigliante alle caotiche metropoli (appunto!) della mitica America, all'interno della quale ricostruiscono lo squallido ed ingiusto divario tra la bistrattata classe operaia e la ricca classe dirigente, che dall'alto maneggia, decide ed impone senza preoccuparsi delle condizioni precarie in cui sopravvive la maggior parte della popolazione. Nella neonata Repubblica di Weimar era importante che tutti gli aspetti sociali collaborassero per mandare avanti la Nazione ed ecco la necessità, ribadita più volte nel corso di Metropolis, di trovare un mediatore, un Cuore, che unisse il braccio e la mente così da creare una società forte, collaborativa, indistruttibile, in grado di superare le costanti tentazioni che avrebbero affossato il singolo e portato quindi alla morte l'intera comunità (capite ora perché, anche se Metropolis non è assolutamente un film d'ispirazione nazista, quel povero pirla di Hitler se lo fosse guardato ed interpretato per i suoi biechi propositi...). Freder rappresenta così il Cuore, un privilegiato che, dopo aver testimoniato le terribili condizioni dei lavoratori, decide di diventare il mediatore auspicato dall'angelica Maria e portare la pace all'interno di Metropolis; a mettergli i bastoni tra le ruote ci pensa però l'inventore Rotwang, reso folle da un tragico amore che lo ha portato a crearsi un "uomo macchina" o, meglio, una donna macchina che obbedisce ad ogni suo volere e che lo aiuterà a perpetrare un'egoistica e terribile vendetta che finirà per minacciare l'intera città.


Al di là della storia, è indubbio però che quel che rende ancora oggi Metropolis un capolavoro del genere sono l'impianto incredibilmente visionario e, soprattutto, la favolosa donna-macchina, sia col suo aspetto meccanico che con quello umano. Le immagini sono splendide, le scenografie sono ancora fortemente debitrici dell'espressionismo tedesco (con le sue ombre decise e spigolose) ma già catapultate verso qualcosa di più moderno e "americano" nella sua grandiosità, interamente espressa con degli effetti speciali all'avanguardia e l'utilizzo di uno sterminato numero di comparse. La figura di Maria, come ho detto, calamita tutta l'attenzione dello spettatore, oggi come allora: al di là di un design che ha fatto storia e che è tutt'oggi fuori dal normale (tra l'altro la povera Brigitte Helm indossava un costume fastidiosissimo!), è incredibile il delirante sdoppiamento dell'attrice che passa dall'essere una figura angelicata all'incarnazione stessa della puttana di Babilonia, un essere ultraterreno e pericoloso che da il la ad una delle sequenze più surreali della pellicola, quella in cui la finta Maria danza attorniata dagli occhi (occhi, non sguardi. Occhi! E' incredibile!) lubrichi degli spettatori adoranti, una sequenza eguagliata solo dalla terribile visione in cui Freder vede una semplice macchina trasformarsi in un orribile mostro mangia-operai. Anche l'inquietante aspetto di Rotwang, un perfetto mad doctor, e della terribile spia di Fredersen hanno fatto scuola e ancora oggi conservano inalterata la capacità di turbare gli animi, in quanto determinate caratteristiche sono ormai state codificate nella concezione stessa di "malvagio" o "strano" fino a diventare quasi parte del nostro DNA di spettatori, anche occasionali. Altro non sto a dire, ne hanno parlato fior di critici e di studiosi del cinema; io posso solo consigliarvi, una volta nella vita, di ignorare il bianco e nero, il muto, la lunghezza e di gustarvi un caposaldo cinematografico ancora modernissimo e in grado di stupire!!



Arwen

Eh si, chiedo venia, con colpevole ritardo ho visto Metropolis dopo più di vent'anni di visioni cinematografiche, cospargo il capo di cenere e dico perdonatemi.
Ovviamente come si dice, meglio tardi che mai piuttosto che non vederlo assolutamente meglio aspettare no? Comunque sia ora che siamo in ballo, balliamo!!
Metropolis è entrato nella mia vita come un fulmine a ciel sereno, cambiandola in bene!
Avevo già inquadrato l'opera cinematografica di Fritz Lang e visto alcuni suoi film perchè facendo la Nouvelle Vague mi resi conto che quei registi hanno spolverato la sua filmografia per preservarla nel tempo, siccome mi ispirava ho deciso di percorrere la conoscenza del suo cinema, e ogni tanto guardavo qualche film da lui diretto - e alla fabbrica potete trovare qualche suo film già recensito da me medesima - è inutile dire che come film Metropolis è imprescindibile in ogni collezione che si rispetti, sia per il fatto che è un capolavoro assoluto, sia per la capacità di essere attuale nonostante siano passati 87 anni dalla sua uscita, ma ciò che rende Metropolis affascinante, è il fatto di essere un film muto!!!
Sembra strano vero? Nell'epoca di tanti e roboanti film fracassoni, guardare un film come Metropolis è come prendere un pezzo di storia del cinema e restarne incantati per tutta la durata.
Nonostante ciò credo che Fritz Lang, molto più di altri autori a venire, -  come Kubrick o Tarkovskij, che hanno provveduto a rivoluzionare il genere, rendendolo adulto - abbia diretto un film che trascende il tempo, nel senso che ogni momento per vedere Metropolis è quello giusto, sarà sempre attuale grazie alla visionarietà all'avanguardia all'epoca del suo autore, che poi è stato di ispirazione a parecchi film come diceva anche Bollicina quali Guerre Stellari tra gli altri.
Io vedo Metropolis come il padre della fantascienza moderna, o meglio, come l'antenato dei film del genere, un capolavoro assoluto di un importanza fondamentale che trovare le parole adatte per una recensione è quanto mai un impresa, non ci vogliono voti per un film del genere, ma solo un invito a guardarlo e a collezionarlo, cosa fondamentale per ogni cinefilo che si definisca tale.
In poche parole TUTTI I CINEFILI DEVONO AVERE METROPOLIS NELLA LORO COLLEZIONE, altrimenti non possono essere definiti tali, in qualsiasi formato, in vhs, divx, dvd, non importa vi invito caldamente a guardare questo film, e immergervi nel mondo fantastico creato da Fritz Lang.
Oppure vederlo al cinema, ma ci pensate come sarebbe guardare Metropolis al cinema nel terzo millennio?
Sapete una cosa? Ho già l'acquolina in bocca al solo pensiero.
FILM DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE!!!





Commenti

  1. Immenso. Anche se la sua nomea di classico impedisce di valutarlo in maniera imparziale...

    RispondiElimina
  2. Dai, mi vergognavo a chiederti di nuovo un horror o simili e sono contenta di averti fatto vedere per la prima volta questo classicone!! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh no bollicina, l'avevo visto prima che me lo proponessi tu, io ho preso la palla al balzo per recensirlo con te, ma non ti vergognare, ogni genere va bene, anche diecimila horror :D

      Elimina

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

Post popolari in questo blog

Arma Letale 2

Arma letale 2
In questa nuova puntata i nostri agenti di polizia devono proteggere un importante testimone da un supercattivo, che è a capo di un organizzazione di trafficanti di droga che darà filo da torcere ai due amici poliziotti.

Riguarda & Recensisci - Alice in Wonderland

Riguarda & Recensisci

So che mi costa molto fare la recensione di questo film. Per chi come me, è cresciuto con il cinema di Tim Burton, è triste che si sia ridotto ad essere non il genio cinematografico di tanti film entrati ormai da anni nel mio olimpo, film come Beetlejuice, Edward Mani di Forbice, e tanti altri;  devo dire che fortunatamente Tim Burton anche se è caduto in scivoloni dimenticabili, non è ancora sul viale del tramonto.

Cineclassics - Da Qui All'Eternità

CineClassics

Dramma di ambientazione militare che è entrato nella storia del cinema per la celebre scena del bacio sulla spiaggia di Burt Lancaster e Deborah Kerr.
Una storia che colpisce, e che difficilmente dimenticherete, soprattutto per la capacità di rendere l'intensità delle scene memorabili.

Ciclo Horror Stories - Ghosthunters

Nuovo appuntamento con Horror Stories, con un film che non è affatto male, ma che certamente se lo prendete come stacco tra un film impegnato e l'altro può andare benissimo.
Certo rispetto a diverse pellicole è fatto abbastanza bene e riesce a coinvolgere, ma è spettacolo puro e semplice, quindi pigliamolo per quello che è.

Celebration Days - Sam Shepard Tribute - Non Bussare alla Mia Porta

E per finire per ora, celebro il ricordo di un attore, che non si è limitato solo a recitare, spesso ha scritto e prodotto i film in cui recitava: Sam Shepard.
Per tutti, nell'ambiente di hollywood, era una specie di nuovo Harry Miller, e così ho voluto rendergli omaggio recensendo uno dei film diretti da Wim Wenders, che per altro è uno dei miei registi preferiti.