Passa ai contenuti principali

Club Silencio - Stagione 2 - Puntata 8 - La Nouvelle Vague

Club Silencio
Special Settimanale curato da Arwen Lynch, ultimo doppio appuntamento con Club Silencio, dalla prossima settimana si torna al normale standard fino agli inizi di dicembre che finisce questo ciclo, cioè la prima parte della seconda stagione, per poi ricominciare subito dopo le feste, oggi si parla di Nouvelle Vague, ed è il primo appuntamento per parlare di questo movimento, col tempo ci saranno altre parti ancora più approfondite, ma cominciamo con lo special di oggi...

Nato sul finire degli anni cinquanta, la Nouvelle Vague si proponeva come movimento di rottura verso un certo cinema francese, con innovazioni stilistiche influenzate da ore e ore di visioni alla Cinematheque Français di film maledetti, perduti, addirittura invisibili, capolavori che stavano prendendo la polvere ed era un peccato lasciarli marcire in un angolo.
Dei giovani coraggiosi, si sono uniti grazie al patrocinio di Andrè Bazin famoso critico francese, e fondarono i Cahier du Cinemà, che io conosco sin da quando ho cominciato a leggere ciak e a interessarmi al cinema nei lontani anni novanta, e scoperti grazie a un amico cinefilo che mi ha avviata alla scoperta di questo movimento rivoluzionario.
Ma da allora quanto è cambiato il cinema?
Sul finire degli anni cinquanta si cominciava a respirare aria di rivoluzione, di cambiamenti, che poi hanno portato al '68 e alla rivoluzione sessuale e alla contestazione, il cinema apprende questi cambiamenti e ne approfitta per cambiare la storia.
Grazie a registi coraggiosi che hanno influenzato persino hollywood cambiandola radicalmente, autori come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola,  Steven Spielberg e tanti altri devono molto alla Nouvelle Vague che per altro ha influenzato di parecchio il loro cinema, e non solo.
Per gli autori della Nouvelle Vague, che sono Truffaut e Godard che praticamente hanno fondato il movimento insiema a Rohmer, Claude Chabrol e Jaques Rivette, tutti cresciuti come critici ai Cahier du Cinemà.
L'autore con la Nouvelle Vague, diventa uno scrittore di cinema, e il film è un autentico romanzo, pagine strappate dal diario intimo del regista che è sovrano assoluto dell'opera, facendo si che il cinema non sia più un semplice prodotto di intrattenimento, ma qualcosa di più intimo, di più personale, questa, è in sintesi la politica degli autori, che rifiutando il concetto di intrattenimento hanno fatto si, che il film sia un opera d'autore, molto vicina ad un opera d'arte in poche parole.
Ancora non ho fatto molto, il lavoro è lungo e articolato per farla tutta la nouvelle vague, ma ci sto lavorando. Anni fa ho completato la visione della filmografia di Truffaut, e ora sto lavorando a quella di Godard.



Con la Nouvelle Vague, il cinema assume connotazioni diverse rispetto ai canoni del cinema tradizionale, con innovazioni registiche, stilistiche che hanno portato a una rappresentazione del mezzo cinematografico come un autentica forma d'arte rinnovata, rispetto a prima, un autentica rivoluzione che ha profondamente cambiato il modo di fare cinema.
E' proprio l'autore a dare la sua impronta, ad esprimere la sua visione del cinema e della vita attraverso la macchina da presa, notiamo una certa freschezza con cui si girano certe scene, una certa ispirazione differente rispetto al cinema di intrattenimento, più personale, più intima e perciò più sentita.
Per questo i film della Nouvelle Vague sono così intimi, sentiti, e carichi di emozioni, sfido chiunque a restare fermi e immobili di fronte alla scena de I 400 colpi di Truffaut e non esprimere nessun tipo di emozione.
Qui è l'autore a esprimersi, trasformando il film in un autentico romanzo intimo, e lo spettacolo almeno per me continua...
Noi ci vediamo sabato prossimo con una puntata dedicata a Marco Ferreri e si ritorna allo standard settimanale, e solo di sabato.
Per oggi è tutto!!!

Commenti

Post popolari in questo blog

Tutti i Soldi del Mondo

Sinceramente,
La volete sapere una cosa? L'unico motivo per cui ho dato una chance a questo film, sono le indagini di Scotland Yard su Kevin Spacey.
Perché avevo deciso di chiudere con Ridley Scott e il suo cinema, non guardare Tutti i soldi del mondo, e scrivere un bel VAFFANCULO gigante perché secondo il mio parere, l'esclusione di Kevin Spacey, è stata ingiusta, in quanto fino a gennaio ho letto che le accuse dei suoi accusatori le hanno fatte o sui social network, o sui media.
Fermo restando che, le indagini della polizia non escludono il fatto che Spacey potrebbe e sottolineo potrebbe essere innocente dalle accuse di molestie sessuali, ma potrebbe rivelarsi anche colpevole, e allora?
Allora io penso che se un regista come Polanski, che nonostante si sia scopato una tredicenne lavora ancora, perché non dovrebbe farlo Spacey?
Bene concentriamoci sul film.
Tutti i Soldi Del Mondo, nonostante gli sforzi che ha fatto Ridley Scott, per salvare il film dallo scandalo, si rivela …

Netflix Week - Bright

Fino a qualche anno fa, ho sempre sostenuto che Will Smith fosse un bravo attore, mi stava simpatico e aumentava il mio buonumore, e per chi negli anni novanta ha visto anche i due Man in Black sa certamente di cosa sto parlando.
Col tempo invece l'ho perso di vista, avendo fatto percorsi diversi non credo di averlo seguito maggiormente negli ultimi anni, l'ultima volta che ho visto un suo film è stato in occasione della penultima pellicola di Shiamalan, da me criticatissima, e ho messo un po' da parte questo attore.

Le Avventure del Barone di Munchausen

E' il film più pazzo di Terry Gilliam, l'unico che ancora non avevo visto...
Risultato? Un viaggio nell'avventura e nella fantasia più incredibili, ma, è dico ma, è un film imperfetto, usato come esempio di come può andare storto, quando subentra la produzione nel maneggiamento di un opera cinematografica, se il regista non riesce a concludere un film.
Resta comunque l'opera imperfetta di un genio, che senza dubbio vale la pena di guardare.