mercoledì 12 novembre 2014

Il Nastro Bianco

Riguarda & Recensisci

Nuovo appuntamento con Riguarda & Recensisci la rubrica della fabbrica dei sogni dei ripescaggi, ovvero quei film visti una seconda volta per essere recensiti; questa sera è il turno de Il Nastro Bianco, film capolavoro di Michael Haneke vincitore della palma d'oro a Cannes 2009.
La prima volta che ho visto il nastro bianco non trovavo le parole adatte per recensirlo, troppo oscuro, troppo disturbante, ma nello stesso tempo capace di lasciare dentro di me una fiamma timida che mi ha permesso di rivederlo una seconda volta e recensirlo con più chiarezza, che è quello che farò questa sera.

Innanzitutto dobbiamo dire che Michael Haneke in questo film si interroga sulla natura umana, i fatti descritti sono narrati avvicinando il pubblico non ad una soluzione di un enigma, ma portandolo dentro le vite dei protagonisti, alle loro abitudini, alle loro idee, alle loro limitazioni e via dicendo.
Qui ci troviamo di fronte a un film che fa interrogare lo spettatore persino sulla sua stessa natura, un apologo verso la formazione di nuclei perfetti o presunti tali  che ha portato alla formazione dei totalitarismi, non che il film ne parla esplicitamente, ma lo fa capire con chiari segnali.

E quel nastro bianco messo sul braccio dei bambini per sottolinearne la purezza rispetto agli altri, tutto è filmato con la mdp da Michael Haneke che ci fa vivere insieme ai protagonisti, alle loro miserie, intolleranze e perversioni, perchè non credete che tutto sia perfetto e pulito all'interno di quella piccola comunità.
E' raro che al cinema si trovano autori capaci di tanta sincerità capaci di inquietare e disturbare non con scene di particolare violenza, - anche se gli atti di violenza ci sono non sono proprio quelli ad inquietare - ma esprime una chiara e chirurgica analisi sulla natura umana.
Mi spiego meglio non è importante sapere chi o che cosa ha scatenato quegli atti di violenza, ma capire il perchè accadono, cosa li ha scatenati e come si può risolvere la cosa; sembra facile vero?
La risposta, che vi piaccia o no è dentro ognuno di noi, qui Michael Haneke non si pone in nessuna parte, ma esplifica il tutto, e qual'è questo tutto?
In un villaggio accadono strani e bizzarri incidenti di violenza, ai danni di altre persone, e il capo del villaggio cerca di scoprire di chi si tratta, il primo ad essere vittima di questi attacchi è il medico della cittadina, poi altre persone ne rimangono coinvolte a loro spese però.
Lo dico subito, è un opera che non si dimentica facilmente, e ti resta dentro anche grazie alla bravura di Haneke nel creare empatia con il pubblico, che aspetta delle risposte, ma in realtà alla fine viene messo nella posizione di interrogarsi sul mondo e sugli uomini.
Non sono molti i film a interrogare gli spettatori, come se questi si devono fare una specie di esame di coscienza sulla loro natura, e devono stare fermi e dire cosa quella o l'altra scena gli ha fatto provare, Haneke con Il Nastro Bianco fa proprio questo con gli spettatori.
Secondo me questo è il suo miglior film.
Voto: 8




4 commenti:

  1. Io dalle mie parti gli ho dato il massimo. Davvero un grande film!

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  2. si condivido, un grande film ^_^

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  3. capolavorone!
    anche per me è il migliore di haneke, almeno tra quelli che ho visto. però me ne mancano diversi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si decisamente, anche a me me ne mancano parecchi, ma presto rimedirò ^_^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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