Julianne Moore Week - Lontano dal paradiso

Todd Haynes ispirandosi al cinema melodrammatico di Douglas Sirk, dirige un film ambientato negli anni 50, mettendoci delle tematiche moderne, che nella realtà ci sono sempre state, ma che al cinema venivano per così dire edulcorate.
Ci pensa Todd Haynes con un capolavoro che parla di sentimenti, di vita vissuta, dei nostri desideri e delle convenzioni sociali, che ci imprigionano in una vita di apparenze ed inganni che ci fa antrare nell'infelicità.

Cathy Whitaker sembrerebbe il modello della donna perfetta, una vita felice, un bravo marito, dei figli deliziosi, una tata adorabile, ma c'è qualcosa che non torna…
Basta una sera per far crollare tutte le sue certezze, una sera ha l'idea di portare  la cena in ufficio a suo marito, lo trova in flagrante adulterio mentre si bacia con un uomo, è la fine della vita meravigliosa che ha sempre sognato, una rivelazione che potrebbe mettere a repentaglio il suo matrimonio.
E quel che è peggio stringe amicizia - e anche qualcosa in più ma Todd Haynes non lo dice esplicitamente e lo fa capire chiaramente in maniera sottotono - con il giardiniere di colore Raymond Deagan, ma in una società dove il colore della pelle vale più dei sentimenti, che le persone provano l'uno per l'altra, deve essere chiaro che tutte le persone che circondano Cathy son razziste.
Questo film non parla soltanto di convenzioni sociali che crollano come pasta frolla di fronte ai sentimenti, ma parla anche dei muri che gli altri costruiscono intorno a noi, dell'incapacità di vivere serenamente senza pregiudizi, quel paradiso del titolo tanto agognato anche nelle forme d'arte, non è che la facciata di una società cinica e ipocrita, sono tutti bravi a fare volontariato, ma incapaci di essere se stessi ed avere il coraggio anche di mollare tutto per essere felici.
Le convenzioni sociali uccidono, ma Todd Haynes fa qualcosa in più, costruisce un percorso di crescita attorno a Cathy che è l'unica a non aver pregiudizi in città, ed è l'unica che alla fine resta se stessa in un mondo che non cambierà mai, e sarà sempre legato alla paura, al pregiudizio e alla cattiveria.
Suo marito capirà finalmente la sua natura omosessuale, e lei avrà il coraggio di chiedere il divorzio e mettere fine al matrimonio, che è soltanto una farsa, una bugia.
Quel pianto disperato dopo l'addio con Raymond è il momento più toccante del film, quello che fa aprire gli occhi anche agli spettatori, per dire guardate che succede se state attaccati ai vostri muri.
Lontano dal Paradiso, è un film ancora oggi capace di parlare e far riflettere lo spettatore sulla natura umana, e non c'era attrice migliore di Julianne Moore, vera e propria attrice feticcio per Todd Haynes, per interpretare il ruolo di Cathy, una grandissima prova, che mi ha dato la conferma che sia una grande attrice.
Un film da vedere e da collezionare, indimenticabile, e sorprendente che sia ancora attuale nonostante siano passati 17 anni dalla sua uscita.
Todd Haynes si conferma un grande regista, e Dennis Quaid si toglie finalmente di dosso il ruolo di macho mettendosi alla prova, bravissimo.



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