Dolor Y Gloria

Poteva mancare l'ultima pellicola di Pedro Almodovar alla fabbrica? Assolutamente no, se volete sapere cosa ne penso restate con me e leggete la mia recensione.

Dolor y Gloria è la pellicola più autobiografica di Pedro in cui si mette letteralmente a nudo, ma non è solo questo, perché da grande regista ci ha messo davvero tutto il suo dolore, e anche la sua gloria.
Dolor Y Gloria narra la storia di un regista, omosessuale, ormai sul viale del tramonto, che rivede la sua vita, ha diversi problemi di salute, che vengono raccontati per filo e per segno durante il film.
Il film si presenta come un testamento spirituale di un regista ispiratissimo, che vuole parlare a cuore aperto al suo pubblico, come se fosse nostro amico, ci racconta la sua vita, i suoi amori, i suoi successi e insuccessi, i suoi rimpianti, e la sua malinconia.
E quale attore migliore per interpretarlo sul grande schermo se non Antonio Banderas? Grandissimo nel ruolo di Salvador, che è un vero e proprio alter ego di Almodovar, ci regala un personaggio unico, che mixa rassegnazione e malinconia, speranza per un nuovo inizio e tanto altro ancora.
Stavolta Pedro ha diretto un quasi capolavoro, capace di entrarti nel cuore, ci ha messo l'anima per questo film, e si vede, sicuramente ci regalerà altre pellicole straordinarie, come ha sempre fatto.
Ogni tanto fa bene rivedere la propria vita, per scoprire qualcosa di più di noi stessi e trasmettere tutte le nostre sensazioni al pubblico che ci ammira.
Non è da tutti scrivere un opera sorprendente come Dolor Y Gloria, dove ritroviamo un altra delle sue muse Penelope Cruz, che interpreta la madre di Salvador.
Il film è costellato anche da una buona sequenza di flashback, che raccontano l'infanzia di Salvador, le sue prime pulsioni omosessuali per un giovane al quale ha promesso di insegnargli a scrivere e tanto altro ancora.
Un grande, grandissimo film, e una meritatissima vittoria a Cannes per Banderas, che ci regala un personaggio intriso di malinconia, scritto da un regista ancora capace di parlare al cuore del pubblico...se non è cinema questo non so come altro descriverlo.




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