Climax

Questo è un film che difficilmente dimenticherete.
Un mio consiglio, guardatevelo se siete abbastanza forti e non vi impaurite, perché questo non è un semplice horror liberatorio...leggete la mia recensione e capirete cosa vorrò dire.

Stavolta Gaspar Noè me l'ha fatta sotto il naso e ci sono cascata, il mio è un parere positivo ovviamente, però quanto mi hai fatto soffrire…
Si perché Gaspar Noè ci fa scendere nell'abisso infernale di un party che avrebbe dovuto essere lo stacco per svagarsi di una compagnia di ballo, ma qualcuno ha messo l'LSD nella sangria, e da allora comincia il caos, una discesa agli inferi senza possibilità di trovare la luce.
Peggio, è una discesa nella follia pura, perché quella droga mischiata alla sangria, rende completamente folli tutti i ballerini, un delirio, lungo poco più di novanta minuti.
Un film decisamente Noeiano, che sottolinea la trasformazione in bestie dell'essere umano, dopo la droga non usa decisamente più il cervello, sono solo corpi che hanno perso totalmente il controllo di se, impossibile non impressionarsi davanti a certe scene, come quando prendono a calci una ragazza incinta da poco, o un bambino rimane chiuso in bagno dalla madre, o persone che letteralmente lo fanno davanti a tutti.
Dopo la Sangria drogata, c'è solo il caos, che Gaspar Noè sottolinea senza mascheramenti, e per questo fa venire i brividi.
Un film decisamente controverso, ma che sa colpire come un pugno nello stomaco, di quelli che non dimentichi più.
Non so se è il miglior film di Noè, ma sicuramente è uno dei suoi migliori.
Comincia decisamente in modo vintage, con interviste ai ballerini, ai loro sogni, dentro un televisore vecchio stile, con accanto pile di libri e vhs con film controversi - sputa caso - come Salò, Querelle De Brest, Suspiria, Possession, quasi come se Noè volesse sottolineare le ispirazioni per il suo nuovo film.
Una bella cosa, ma decisamente curiosa direi.
Poi ci sono le prove del balletto, e poi il party...fino a scendere nell'abisso dell'inferno dove non si vedrà mai la luce.
Un film lacerante e disturbante, come del resto tutto il cinema dell'argentino trapiantato a Parigi, ma che davvero lascia il segno, e se lo dico io dovreste crederci.







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